bambina sulla lunaLA FAVOLA DELLE FAVOLE

 Civi, era una formica proprio pestifera.

Civi, non voleva mai fare quello che volevano gli altri, magari quello che volevano i suoi amici sì, non voleva fare quello che dicevano gli adulti.

Civi aveva tre fratelli più grandi: Marione, Etta e Babbina, ed un fratello più piccolo: Nani.

Quel giorno Civi era proprio arrabbiata, la mamma aveva fatto per i suoi fratelli più grandi dei vestiti nuovi, ma per lei no.

La mamma diceva che tanto lei non aveva cura delle sue cose.

Civi indossava sempre lo stesso vestito, non le piaceva, era troppo piccolo per lei che ormai era cresciuta e poi, non era proprio suo, lo avevano usato le sue sorelle e perciò era anche molto sciupato.

Eh sì, quel giorno era proprio molto arrabbiata, così, pensò di uscire un po’ nel bosco. Quando incontrò la sua amica Forbicina, vide che stava tagliando delle foglie e… le venne un’idea geniale.

Ehi Cina” chiamò Civi

Vieni a tagliare il mio vestito?”

Ma sei matta? La tua mamma si arrabbierà moltissimo!”

Rispose spaventata Forbicina.

Ho un piano,” insisté Civi “Quando mostrerò il mio vestito tagliato alla mamma, dovrà farmene uno nuovo per forza! Dai, sbrigati, vieni a tagliarlo”.

Cina, poco convinta, si avvicinò all’amica e, aperte le sue forti mascelle, cominciò a tagliare il vestito di Civi facendolo in mille pezzi.

Quando la formichina si andò a specchiare sulle acque placide di Lago Ridente, rimase dubbiosa anche lei, il vestito ora era così corto e malconcio, che si vedevano le sue lunghe zampe magroline uscire dai lembi stracciati.

Civi cominciò a ridere e saltare così contenta che, anche Cina sorrise, soddisfatta d’aver compiuto un lavoro così ben fatto.

Per festeggiare la loro impresa si rotolarono felici sul fango a pochi passi dalle sponde del fiume.

Verso sera, Civi sentì che la mamma la stava chiamando.

Quando finalmente rientrò in casa non si ricordava più del suo vestito tagliato. Furono gli occhi spalancati e furiosi della mamma a ricordarglielo.

Civi tentò allora di scusarsi, ma la mamma era così arrabbiata che non la lasciò parlare e urlò:

Non mi sporcherò nemmeno le zampe per sculacciarti, per punizione questa notte dormirai nel bosco, così non sporcherai le lenzuola pulite e… passerà molto tempo prima che ti faccia un vestito nuovo!

Civi capì d’averla combinata proprio grossa questa volta.

Quando uscì, pensò che la mamma non l’avrebbe perdonata mai, così decise di farsi un lettino con le morbide foglie del bosco, si sentiva molto infelice.

Avrebbe tanto voluto un amico che la consolasse, ma era sola.

Ad un certo punto si sentì chiamare, ma guardandosi intorno non vide nessuno.

Quando si sentì chiamare per la seconda volta guardò in alto e, vide proprio sopra di lei la Luna che le sorrideva.

Ti farò compagnia io, così la notte passerà più in fretta, copriti bene per non prendere freddo” disse con voce dolce Luna.

E per farti stare allegra ti racconterò le fiabe che racconto sempre anche alle stelle…C’era una volta…”

Così Luna cominciò a raccontare, e se volete conoscere anche voi bambini le fiabe della Luna, non dovrete far altro che venire qui, ogni 15 giorni, perciò vi aspetto sabato 27 per una nuova storia.

Ciao, a presto.

Silvia Spada